Domande frequenti
Secondo David D'Alessandro, manager ed autore americano di grande successo, un brand è "Qualsiasi cosa pensi il cliente quando sente (o vede) il nome della tua azienda. Grazie alla rivoluzione dell'informazione, questo 'qualsiasi cosa' include l'utilizzo della manodopera, i controlli di qualità, il rispetto dell'ambiente, l'assistenza clienti e ogni diceria che sia apparsa su Internet". (dal libro Brand Warfare).
Quando sentiamo il nome di una persona, ci viene in mente l'insieme di fatti, immagini, opinioni, emozioni e sensazioni che ci siamo costruiti riguardo a quella persona.
Il nome di un dipendente, nella mente dei suoi capi, è associato a un'immagine, una mansione, i risultati ottenuti, il costo, la valutazione di competenza, efficienza e personalità e ogni altro dato significativo emerso nel corso della sua carriera lavorativa.
Il brand complessivo del dipendente, nella mente del suo capo, include l'aspetto, il comportamento, la personalità, l'intelligenza, le idee, l'appartenenza a gruppi, gli orientamenti personali, lo stato di salute, l'onestà, la lealtà, il valore potenziale per l'azienda, l'eventuale costo per sostituirlo e altri fattori.
Il valore della persona, ovvero del suo brand personale in azienda, è composto dai benefici emotivi e razionali che il capo e i colleghi considerano di ricevere, indipendentemente dalle qualità effettive della persona.
Naturalmente, il brand percepito è colorato dalle caratteristiche di chi lo percepisce e dai fattori ambientali.
Se non ti senti capito e apprezzato o sei ingiustamente osteggiato, stai omettendo una serie di azioni che sono al centro del metodo SelfBrand.
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Se non controlli tu come vuoi essere percepito dagli altri, sarai effetto dell'etichetta che ti mettono capi, colleghi, clienti e via dicendo. Se ti costruisci il tuo SelfBrand risucirai a comunicare e fare apprezzare i tuoi talenti e le tue potenzialità.
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Leggi il paragrafo 1.1 del capitolo 2 di SelfBrand, che ti introduce al tuo "mercato di riferimento" e a come influenzare la percezione che gli altri hanno di te.
Prova a chiederti se la tua immagine corrisponde a chi sei veramente.
Il capitolo 4 del libro SelfBrand ti spiega come migliorare la tua immagine e il tuo stile.
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Decisamente. Dopo i capitoli sulla costruzione del tuo SelfBrand, il capitolo 5 ti spiega come migliorare la tua rete di relazioni. SelfBrand più networking sono un'ottima ricetta per trovare migliori opportunità di lavoro.
Migliorando il tuo networking, come spiegato nel paragrafo 5 del capitolo 5 del libro, dedicato a come estendere la tua rete di contatti.
Dopo che hai creato il tuo SelfBrand e la tua rete di contatti, devi occuparti delle tue relazioni pubbliche, come spiegato al paragrafo 2 del capitolo 6 di SelfBrand.
Il paragrafo 3 del capitolo 6 del libro traccia la strategia del tuo marketing personale per 12 mesi. SelfBrand ti fornisce le idee e gli strumenti di base, basta che li applichi senza mai perdere di vista la meta.
Il primo paragrafo del capitolo 3 di SelfBrand ti insegna come presentarti. Il primo gradino è individuare il tuo target di mercato, cioè il pubblico a cui ti rivolgi: titolari, capi, clienti, fornitori e così via.
Il capitolo 3 di SelfBrand ti aiuta a trovare e presentare un brand autentico e confortevole con cui comunicare all'interno e all'esterno della tua azienda od organizzazione.
SelfBrand ti aiuta ad appurare come sei percepito dal tuo "mercato di riferimento", spiegato nel paragrafo 1 del capitolo 2.
Ti aiutano i 10 principi di base per avere un brand personale di successo. Il primo criterio è che il tuo SelfBrand deve essere preciso, concentrato su un singolo obiettivo. Te lo spiega il paragrafo 4 del capitolo 2.
Il capitolo 2 di SelfBrand ti mette sulla strada giusta per capirlo e per crearti il tuo brand personale. Vedi anche cosa dicono gli imprenditori di un manager o consulente privo di un SelfBrand ben definito (qui).
Il brand di un'azienda è il complesso di informazioni ed emozioni associate al nome dell'azienda nella mente dei potenziali compratori e di ogni altra persona interessata (fornitori, partner, rivenditori, funzionari pubblici ecc.). È il risultato prodotto da tutti coloro che, dentro e fuori l'azienda, partecipano a qualsiasi titolo alla vita dell'azienda e comunicano a tale riguardo.
Il brand del titolare include sia i risultati ottenuti sia la personalità, i valori, la storia, le emozioni della persona. Il titolare può essere impegnato in diverse attività (imprenditoriali, sociali, sportive, artistiche ecc.), quindi il suo SelfBrand può scostarsi anche di molto dal brand delle sue aziende.
A volte il SelfBrand forte del titolare supplisce al brand aziendale debole, però sarebbe lungimirante da parte del titolare la creazione di un brand autonomo ed efficace per l'azienda.
Raramente un brand aziendale forte supplisce a un SelfBrand opaco degli attuali titolari e manager, il che finisce per danneggiare l'azienda. Sono le persone che danno vita alle aziende, quindi ci si aspetta che abbiano un SelfBrand all'altezza delle aspettative.
Un'azienda, per avere successo, ha bisogno di un brand strategico, di titolari e manager con un SelfBrand ben definito e di personale che trasmetta il brand aziendale possibilmente con il valore aggiunto del proprio brand personale, quel tocco in più che viene notato e apprezzato dal pubblico.


